La casa automobilistica romena Dacia sospenderà temporaneamente la produzione nello stabilimento di Mioveni, nel sud della Romania, a causa del calo degli ordini, secondo quanto riportato dai media. Fondata in Romania nel 1966 e parte del gruppo Renault dal 1999, Dacia ha costruito la propria gamma a Mioveni attorno a modelli a basso costo come Logan, Sandero e Duster.

Secondo HotNews, la produzione nello stabilimento verrà interrotta per due giornate distinte, venerdì 9 ottobre e lunedì 12 ottobre. La decisione arriva mentre Dacia produce meno veicoli rispetto al passato e ha ridotto l’orario di lavoro nello stabilimento.

L’azienda ha inoltre lanciato un nuovo programma di uscite volontarie, con pacchetti di incentivo che variano in base all’anzianità dei dipendenti. Le indennità vanno da circa 8.400 euro per i lavoratori assunti più recentemente fino a 45.000 euro per quelli con maggiore anzianità o affetti da malattie professionali.

Dacia ha confermato al sito di informazione romeno Profit.ro che il programma di uscite volontarie riguarda i lavoratori impiegati in aree in cui l’attività viene ridotta, i progetti vengono interrotti o si prevede che l’automazione elimini posti di lavoro. L’azienda aveva già utilizzato programmi simili in passato. Durante l’estate, circa 200 ingegneri e specialisti erano stati coinvolti in un programma analogo.

Produzione e occupazione sotto pressione

La produzione nello stabilimento di Mioveni è scesa da un picco di circa 1.300 veicoli al giorno a circa 1.060, creando un eccesso di personale e dando origine a quella che i sindacati romeni definiscono la terza ondata di uscite volontarie. I livelli delle indennità riportati dai sindacati sono insolitamente elevati per gli standard del Paese.

Lo stabilimento sta inoltre diventando sempre più automatizzato, con un crescente ricorso ai robot industriali che, nel lungo periodo, riduce la necessità di manodopera. Negli ultimi due anni, più di 1.700 dipendenti hanno lasciato l’azienda.

Anche le attività romene di Dacia stanno perdendo parte della produzione all’interno del più ampio gruppo Renault. La prossima Dacia Spring completamente elettrica verrà prodotta in Slovenia, mentre un altro importante nuovo modello sarà realizzato in Turchia, dove i costi sono inferiori.

Nonostante la ristrutturazione, Mioveni rimane un importante polo produttivo per i modelli Dacia più complessi e costosi, tra cui l’ultima generazione del popolare SUV Duster e il più grande Bigster.

Lo stabilimento di Mioveni è stato acquisito da Renault nel 1999 attraverso l’acquisto di una quota del 51%, con investimenti complessivi che da allora hanno superato i 4 miliardi di euro.

La produzione automobilistica a Mioveni risale al 1968, quando i veicoli venivano fabbricati su licenza Renault. Successivamente lo stabilimento ha prodotto la Dacia 1300 e la Dacia 1310, modelli diventati iconici per i rumeni durante il periodo comunista.

I costi dell’energia alimentano il dibattito sulla competitività

L’ultima ristrutturazione ha inoltre intensificato le preoccupazioni sulla competitività industriale della Romania. Mihai Bordeanu, direttore regionale di Dacia per l’Europa sud-orientale, aveva già espresso in passato forti preoccupazioni sulla capacità del Paese di rimanere competitivo.

Uno dei problemi principali è il costo dell’elettricità, che in Romania è raddoppiato rispetto ai livelli precedenti alla pandemia. Secondo quanto riportato dai media rumeni, la questione ha contribuito alla sospensione forzata della produzione per due settimane nell’agosto 2026, durante una crisi nazionale dell’elettricità provocata dai bassi livelli delle riserve idriche.

La dirigenza Dacia è stata insolitamente diretta nelle proprie critiche alle autorità rumene. Bordeanu, che dirige anche Automobile Dacia, ha dichiarato pubblicamente: «In Romania non sta succedendo nulla di buono. Lo Stato ha buttato la palla in fallo».

Il mondo imprenditoriale ha accusato il governo di Bucarest di non aver garantito una protezione adeguata agli investimenti del gruppo Renault e ha chiesto misure immediate per ridurre i prezzi dell’elettricità.

Secondo esponenti dell’industria, i prezzi dell’elettricità per le imprese in Romania hanno raggiunto quasi 180 euro per megawattora, rispetto ai circa 70-80 euro/MWh di Paesi come la Spagna.

La carenza di energia di agosto aveva già portato a negoziati politici sulla possibilità di introdurre sospensioni temporanee della produzione presso Dacia e Ford, così da liberare più di 200 MW di capacità per la rete elettrica nazionale.

La questione energetica è quindi diventata parte di un dibattito più ampio sulle condizioni in cui operano i produttori in Romania, soprattutto mentre le aziende confrontano i costi operativi delle diverse sedi produttive.

Dacia diventa un caso politico

La sospensione della produzione e la ristrutturazione dello stabilimento Dacia di Mioveni hanno alimentato un più ampio dibattito politico in Romania, riunendo industria, sindacati e governo attorno al tema della competitività del Paese.

Il settore automobilistico rappresenta una quota significativa del PIL e delle esportazioni rumene, rendendo le difficoltà di Dacia particolarmente sensibili per i decisori politici e per l’economia nel suo complesso. La ristrutturazione dell’azienda viene sempre più presentata come un banco di prova per la capacità della Romania di mantenere sul proprio territorio i grandi investimenti industriali.

I sindacati hanno attribuito alla classe politica il deterioramento della competitività, indicando tra le cause anche i ritardi nei progetti infrastrutturali, come l’incompleta autostrada Pitești-Sibiu, oltre all’instabilità fiscale. Secondo i sindacati, questi fattori stanno contribuendo allo spostamento della produzione verso Paesi come il Marocco e la Turchia.

La questione è inoltre diventata un’arma politica nelle dispute interne alla Romania. I partiti di opposizione e quelli nazionalisti hanno sfruttato i tagli ai posti di lavoro e le preoccupazioni sulla competitività di Dacia per accusare la coalizione di governo di “distruggere l’industria romena” e di anteporre gli interessi stranieri alla base industriale nazionale.

La controversia arriva mentre Renault valuta sempre più attentamente i costi di produzione e la capacità dei propri stabilimenti all’interno della rete produttiva europea e dei Paesi vicini. Sebbene una parte della produzione si stia spostando fuori dalla Romania, Mioveni rimane strategicamente importante per Dacia grazie al suo ruolo nella produzione dei modelli più grandi del marchio, come Duster e Bigster.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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